I quattro spazi architettonici furono affidati a quattro diversi pittori: ognuno di essi avrebbe dovuto realizzare un'allegoria di un continente, in modo che venissero rappresentate le quattro principali parti del Mondo (Europa, Asia, Africa, America; l'Oceania fu esclusa, benchè all'epoca fosse già colonizzata da vari Stati europei).
L'incarico venne affidato nel maggio inoltrato del 1867. Dunque, mancavano poco più di tre mesi
perché quella ambiziosa impresa edilizia venisse inaugurata al cospetto
del re il 15 settembre: i tempi erano stretti e nessuno poteva ritardare la consegna del proprio lavoro pittorico. Ognuno di loro realizzò così un meraviglioso dipinto ad olio su pannello di tela.
Bartolomeo Giuliano, piemontese (qui la biografia), si dedicò all'Asia, con tanto di mandarino cinese e vari indigeni.
Purtroppo, la fretta nell'esecuzione ed un errore di preparazione dei fondi, portarono ben presto al deterioramento dei quattro dipinti: nel 1911 si ricostruirono i cartoni per la sostituzione dei dipinti con mosaici. Questi vennero realizzati da Alessandro dal Prat entro il 1921.
Sono gli stessi che vediamo oggi e che hanno subito un importante lavoro di pulitura negli ultimi anni.
Mauro Colombo
maggio 2018
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