La storia di Milano, i suoi luoghi, i suoi personaggi. Un blog di Mauro Colombo

La storia di Milano, i suoi luoghi, i suoi personaggi. Un blog di Mauro Colombo
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giovedì 15 giugno 2017

La prima illuminazione elettrica di piazza Duomo


Fin dal 1845 Milano ebbe, progressivamente, l'illuminazione di vie e piazze garantite dall'apposita rete del gas.
Ben presto gli studi sulla corrente elettrica fecero comprendere quanto grandi fossero le potenzialità anche illuminanti dell'elettricità.
luce milano elettricità colombo edison
Il primissimo, quasi clandestino, esperimento di illuminazione pubblica mediante corrente elettrica avvenne nella notte tra il 17 e il 18 marzo 1877.
In piazza Duomo, sopra un'apposita torre, vennero accese  quattro lampade elettriche ad arco. La meraviglia del progresso fu vista dai pochi fortunati che passavano, verso le due, lungo la piazza, non essendo stata data pubblicità alla cosa.
Chi vide la luce elettrica, la definì bianchissima e fulgente. 
E poichè il tentativo diede il risultato sperato, la sera successiva fu ritentato, ma stavolta con concorso di numeroso pubblico.
Infatti una moltitudine di milanesi, una massa nereggiante, si trovò in piazza Duomo quando alle ore 20 della sera del 18 marzo si accesero le cinque lampade poste sulla torre illuminate.
La luce venne descritta come "bianco-cerulea, fulgido fuoco di bengala".
Per evitare il fumo e il rumore, la macchina Graumm venne posta a circa cinquanta metri dalla torre, in modo che il pubblico non fosse distrurbato.
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luce milano elettricità colombo edisonPur essendo presenti lunghe ombre, l'esperimento trovò il consenso degli astanti. Il Corriere della Sera sentenziò che nonostante gli evidenti difetti e la necessità di aggiustamenti futuri, la luce elettrica fosse migliore della meschina luce a gas alla quale ci si era abituati.
Questo episodio non ebbe seguito fino al giugno del 1881, quando in occasione della grande Esposizione Nazionale allestita nell’area dei Giardini Pubblici, la Galleria Vittorio Emanuele venne illuminata con 25 lampade ad arco della Siemens, per una potenza complessiva di 20.000 candele.
Bisognerà attendere ancora qualche mese perchè l'ingegner Colombo, con una dinamo Edison, riuscisse a dare una svolta all'illuminazione elettrica, con la sua centrale situata in via santa Radegonda.
La vittoria arrivò così per il carnevale del 1882 quando fu illuminato il ridotto della Scala e, nel novembre dello stesso anno, i portici e i negozi del palazzo settentrionale di piazza del Duomo in occasione della loro inaugurazione.
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Mauro Colombo
giugno 2017
maurocolombomilano@virgilio.it


giovedì 8 giugno 2017

Dal tramway per Lodi alla chiesa dei santi Martino e Silvestro (viale Lazio)

montenero lazio viale tip tram vapore chiesa san silvestro martino

Nel 1880 fu inaugurata la linea di tram a vapore Milano-Lodi. Due anni dopo, la linea fu inglobata nella Società Tramvie Interprovinciali Padane (TIP), che ben presto attestò il capolinea milanese nella nuova rimessa-officina costruita all'angolo tra viale Montenero (all'epoca viale di porta Romana) e viale Lazio (all'epoca strada campestre, già prevista però nel piano regolatore).

Viale lazio montenero tram TIP chiesa martino silvestro
Viale lazio montenero tram TIP chiesa martino silvestro
Il servizio tramviario era esercitato mediante locomotive a vapore che raggiungevano l'attuale piazzale Medaglie d'oro e svoltavano poi in corso Lodi, per raggiungere il borgo di Rogoredo e da lì in aperta campagna fino a Melegano e poi Lodi.
Il buffo convoglio era soprannominato "fanfulla" (come il famoso capitano di ventura lodigiano).
La linea, divenuta anacronistica, venne soppressa nel 1931, lasciando così libero il vasto appezzamento di terreno occupato dalle rimesse.
In questa porzione di città in forte espansione demografica venne posta e benedetta, il 31 dicembre 1937, la prima pietra dell'erigenda chiesa da dedicarsi ai santi Martino e Silvestro.
Il progetto venne firmato dall'architetto Mario Cavallè. Fu aperta al culto l'anno successivo, benchè i lavori fossero tutt'altro che terminati.
Lo scoppio della seconda guerra rallentò dapprima i lavori (per mancanza di fondi ma anche per le evidenti mutate condizioni di vita), fino a quando il cantiere si arrestò del tutto in seguito ai danni subiti dalla chiesa durante i bombardamenti angloamericani del 1943.
Viale lazio montenero tram TIP chiesa martino silvestroProprio nei primi anni di guerra, per incentivare i lavori e per spronare i fedeli a versare i denari necessari al cantiere, il Comitato per la costruzione della chiesa ideò e distribuì tra i fedeli in occasione del natale (1941 o 1942) una poesia in milanese dal titolo "El Geson de san Martin e san Silvester ("geson" è il superlativo di gesa, chiesa).

Nel componimento inedito (ritrovato da Alberto Mariani, al quale va un sentito ringraziamento) viene ripercorsa la storia del progetto, dalla posa della prima pietra laddove partivano i tram per Melegnano, alle fatiche del primo parroco (don Alfredo Malandra), fino alla speranza che, nonostante la guerra ormai scoppiata, si reperissero i fondi necessari per portare avanti il grandioso progetto.
Con tanto di augurio che, in questa chiesa, si potesse presto festeggiare la vittoria italiana in guerra!
Viale lazio montenero tram TIP chiesa martino silvestro


Viale lazio montenero tram TIP chiesa martino silvestro



Viale lazio montenero tram TIP chiesa martino silvestro
Dal 1946 i lavori ripresero, a fasi alterne, fino al totale completamento dell'edificio, avvenuto nel 1972.
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mauro colombo
giugno 2017
maurocolombomilano@virgilio.it



lunedì 29 maggio 2017

Incidenti fra...tram speciali

Quando Milano, lo abbiamo scritto spesso, era davvero avviluppata in una ragnatela gigantesca di binari tramviari, circolavano vetture adibite anche a servizi speciali.
tram funebre gioconda milano cimitero maggiore musoccoDel tram funebre (detto la Gioconda) abbiamo scritto, così come dell'esistenza dei tram adibiti ad innaffiamento delle strade (questo tram, chiamato in gergo tecnico tram-bonza, era detto dal popolo "foca barbisa", per via dei baffi d'acqua che lo caratterizzavano durante il servizio).
tram innaffiatore foca barbisa bonza edison milano
Leggendo i giornali d'epoca, si trovano narrati alcuni incidenti che li hanno visti protagonisti.
Così, un tram funebre, nella calda serata del 21 agosto 1910 se ne tornava dal cimitero maggiore (Musocco), dove aveva condotto per l'ultimo viaggio un milanese passato a miglior vita. Rientrava, carico di parenti affranti, verso il deposito di Porta Romana.
Giunto nei pressi della (vecchia) stazione centrale (oggi piazza della Repubblica), innanzi al sottopasso Principe Umberto, si trovò di colpo il binario invaso da un tram innaffiatore, che per un guasto ad uno scambio era finito contromano.
sottopasso principe umberto stazione centrale

stazione centrale milano principe umberto
Nonostante il tentativo di arresto di entrambi i "manetta", le due vetture si urtarono con un certa violenza.
Tre risultarono i feriti, tutti a bordo della Gioconda: una giovane passeggera, il tramviere e il bigliettaio. Nessuna conseguenza per il tramviere dell'innaffiatore.
I disgraziati furono accompagnati alla Guardia Medica di porta Venezia.
Circolazione bloccata per una buona mezz'ora, fino a quando le vetture incidentate furono rimorchiate in rimessa.
locomotiva manovra vapore auto Romeo alfa milanoSempre un tram funebre, il 27 gennaio 1923, verso le ore 15, venne travolto sul piazzale del cimitero maggiore  da una locomotiva da manovra che percorreva il binario di raccordo dello stabilimento Romeo, in viale Certosa.
Ad avere la peggio fu il tram funebre, che essendo molto più leggero della locomotiva, fu sbalzato fuori dai binari, con grande spavento dei passeggeri.
Solo tre, tuttavia, dovettero ricorrere alla Guardia medica di via Sarpi per le cure necessarie.

mauro colombo
maggio 2017
maurocolombomilano@virgilio.it







giovedì 18 maggio 2017

I tanti volti della Stazione delle Ferrovie Nord in Cadorna


stazione nord milano cadornaNel 1878 iniziarono i lavori per la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria milanese, quella dove far attestare in città le linee per Saronno e per Erba.
La zona prescelta fu quella a ridosso del Castello e della Piazza d'Armi, verso il naviglio di san Gerolamo (oggi via Carducci).
Il progetto, redatto in accordo fra l'ufficio tecnico comunale e quello della Società della Ferrovia (poi Società Ferrovie Nord) portò alla costruzione di un edificio molto modesto: si trattava di un piccolo caseggiato in legno, con tetto a spiovente, quasi uno chalet alpino.



stazione cadorna ferrovie nord

Mancano fotografie o disegni, ma possiamo credere che assomigliasse a quella della tramvia per Saronno e Tradate, posizionata poco più in là, sempre in Foro Bonaparte, poco dopo via Cusani.
Di fronte alla nuova stazione si trovavano i due caselli daziari, che controllavano le merci in arrivo.

stazione nord milano cadorna Bonaparte Saronno Tradate

stazione nord milano cadorna

stazione nord milano cadornaNel marzo 1879 il sindaco Bellinzaghi inaugurò la Milano-Saronno, con un convoglio che coprì il tragitto in quaranta minuti. Il 31 dicembre dello stesso anno fu inaugurata la Milano-Erba con un treno che coprì il tragitto fino ad Erba in un'ora e mezzo. 
Ben presto l'edificio ferroviario risultò insufficiente alla gestione del traffico, tanto da essere demolito e ricostruito in muratura nel 1895.
stazione nord milano cadorna

 Successivamente, nel 1920, l'edificio venne ingrandito sopraelevandolo di un piano.
stazione nord milano cadorna

stazione nord milano cadorna

I bombardamenti angloamericani del 1943 distrussero il fabbricato, che venne ricostruito totalmente, secondo forme architettoniche moderne, all'inizio degli anni Cinquanta.
stazione nord milano cadorna
stazione nord milano cadorna

Recentemente, ha subito un restyling, caratterizzato dall'uso in facciata del colore verde.

stazione nord milano cadorna


Mauro Colombo
maggio 2017
maurocolombomilano@virgilio.it

stazione nord milano cadorna





mercoledì 3 maggio 2017

Benzine e benzinai


A partire dal 1833 si iniziò a chiamare "benzin" la miscela di bicarburo d'idrogeno, che più tardi divenne fondamentale quale combustibile per i motori a scoppio.

milano piemonte piazza benzinaio lampo
Piazza Piemonte
Il 16 maggio 1891, nell’albergo Danieli di Venezia viene costituita la Società Italo Americana pel Petrolio. La sua prevalente attività è il commercio del petrolio per illuminazione, per riscaldamento e per usi da cucina. 
A Torino, nel 1899, nasce la FIAT, e nell'anno successivo, in via Melzi d'Eril a Milano, è fondata la Isotta Fraschini e C.
targa milano 38Nel 1903, sempre a Milano, è costituito l'Automobile club (quando in Italia circolavano 1440 carrozze a motore).
Nel 1904 vengono introdotte le targhe automobilistiche: la provincia di Milano è identificata dal numero 38.
In quegli anni aumentano sempre più le richieste di benzina per motori a scoppio.
Nel 1924 vengono installate in Italia le prime pompe per la distribuzione di benzina: nascono i "distributori" e quindi i "benzinai". 
laghetto milano benzina
via Laghetto
L'anno successivo le pompe in Italia raggiungono la cifra di 372, 3.844 nel 1926 e 9.747 nel 1930. 
Così in molte città italiane fanno la loro apparizione i distributori "T 308", dal caratteristico collo lungo, per la vendita della benzina Lampo.
milano benzina siap
atlantic oil lampo milano corso vercelli ferrovia
corso Vercelli anni venti
Nel 1930 inizia la vendita del carburante Esso.
Anche a Milano, naturalmente, iniziarono a spuntare come funghi le pompe di benzina. E presto anche le pubblicità relative alle varie marche e tipologie di benzina.

milano benzina robur autoarchia
milano benzina benzinai sertum piazzale loreto
Piazzale Loreto


Mauro Colombo
maggio 2017
maurocolombomilano@virgilio.it