Furono, durante gli anni successivi, costruiti da varie industrie: Breda, Carminati e Toselli, OM, Miani e Silvestri...
In piazza Duomo, capolinea per antonomasia delle vetture pubbliche, i cittadini, attendendo pazientemente il proprio turno, poterono farsi condurre fino al capolinea periferico, quello in piazza Sempione, all'Arco della pace. Le sette (poi diverranno dieci) meravigliose vetture elettriche circolarono al limite della capienza (32 posti) per tutto l'arco della giornata.
Il tragitto era alquanto semplice: Duomo, via Mercanti, via Dante, foro Bonaparte, stazione ferrovie Nord, via Monti, via Pagano, e capolinea al Sempione. Per un totale di 3 chilometri circa.
Quel giorno pare riuscissero a farsi trasportare lungo il percorso più di diecimila passeggeri, come raccontò il Corriere della Sera del giorno seguente, tutti entusiasti della velocità di gran lunga superiore a quella dei consueti tram a cavalli della SAO.
Questi ultimi, ormai palesemente inadeguati, lasceranno presto il posto alla modernità, tanto che il nuovo secolo vedrà circolare a Milano solo i tram elettrici della Edison.
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Mauro Colombo
ottobre 2017
maurocolombomilano@virgilio.it