La storia di Milano, i suoi luoghi, i suoi personaggi. Un blog di Mauro Colombo

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giovedì 7 luglio 2016

Antichi mestieri e venditori ambulanti


castagne scotti caldi milano navigli
Scriveva, ormai 70 anni fa, Raffaele Calzini nel suo "Milano fin de siècle" di come provasse nostalgia di "quei gridi dei venditori ambulanti" che ancora alla fine dell'ottocento allietavano rumorosamente le vie cittadine. Erano caratteristici, e a loro modo, poetici.
noos noci ambulante"Il loro suono, il loro ritmo, avevano maggiori caratteristiche delle parole che si limitavano a indicare la qualità della merce e ad elogiarla".
Così, l'autunno si apriva con il vociare del venditore di uva: "Oh che uuga!", ma anche: "Nosètt a cinq ghej dòdes!".
E poi il lugubre "Quel del resegusc!".
Insomma, le vie milanesi erano un coro continuo di venditori ambulanti, ognuno con il suo grido caratteristico, per attirare attorno a se una schiera più o meno vasta di donne del focolare, ma anche di ragazzi, quando il venditore era quello della "Gnaccia" (cioè di castagnacci) o il Firunatt o il "Scotti cald!". Le castagne erano sempre il pezzo forte dell'autunno e dell'inverno!

gnaccia castagnaccio castagne

caldarroste scotti cald


firunatt castagne

O il famoso "Peeri cotti".
peri cotti

gamber lamber milanomagiostriLa primavera portava per le vie altri venditori, o forse gli stessi che adattavano la mercanzia alla stagione, e così i gridi erano "Magiooostra fresca e beeela!", o "Erbiunitt!" e "Bei spargiott!". E il venditore di gamberi strillava: "Quell di gamber, gamber del Lamber, salaati e booni. Cootti col saal e l'erba bonna!".


E in piena estate, il mitico "Giasee" e il venditore di rane, ingrediente tipico della cucina milanese.
giasee ghiaccio
ran

C'era anche il venditore di "Stringhe e bindelli", mentre accompagnato dal carretto sul quale oscillava la caldaietta, il venditore di rape cotte "Buiocch! buiocch!".
pescatore di chiaravalle ciaravallEd infine, il venditore di almanacchi, che a Milano circolavano in gran numero. Letture semplici per il popolo, interessato a informazioni pratiche quali calendario  e santi, il levare del sole, elenco di fiere e mercati, ma anche cabala e lotto. Essendo il più famoso almanacco il "Pescatore di Chiaravalle", il grido era "Ciaravall! Ciaravallin!".

Accanto a questi richiami tipicamente stagionali, c'erano poi (periodici e più caratteristici), gli annunci dei mestieri ambulanti: "Molitta, molitta!", e "Strascèe, strascèe". 
molitta

strascee

Ma anche l'immancabile "Spazzacamin".

spazzacamini

E naturalmente, tanti, tantissimi altri. Rimpiazzati poi dai mercati settimanali e dai negozi e supermercati.
limone ambulant esan lorenzo ticinese

Bibliografia
Calzini R., Milano fin de siècle, 1946 Hoepli

 Mauro Colombo
luglio 2016
maurocolombomilano@virgilio.it