La storia di Milano, i suoi luoghi, i suoi personaggi. Un blog di Mauro Colombo

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mercoledì 29 gennaio 2020

Dal vescovo Adelmano al Scior Carera di Vittorio Emanuele


scior carera omm de preja in vittorio emanuele
scior carera omm de preja in vittorio emanuelePercorrendo corso Vittorio Emanuele (l'antica Corsia dei Servi), camminando sotto i portici dei civici dispari, esattamente al 13, ci si imbatte in una mitica figura cittadina: la statua, meglio altorilievo, detta "Omm de preja" (uomo di pietra), o anche "Scior Carera" ("Scior" si legge "sciur" e significa Signore). Quest'ultimo nomignolo nasce per via dell'iscrizione incisa sulla lapida posta sotto la scultura, che recita: "Carere debet omni vitio, qui in alterum dicere paratus est" (cioè, deve essere senza vizio chi è pronto a criticare gli altri).

La statua è sicuramente di origine romana (III secolo?), e raffigura un personaggio di spicco, abbigliato con la toga. Forse era un magistrato, un funzionario della Roma imperiale, forse un prefetto, per alcuni addirittura Cicerone.
Oltre ad essere danneggiata (è monca), si nota come la testa sia di diversa fattura e di realizzazione molto più tarda, certamente alto medioevale, e sostituisce di fatto quella che doveva essere la testa originale.
Fino al secondo conflitto mondiale la statua era posta sulla facciata di un palazzo ottocentesco che si trovava al posto di quello, moderno, che vediamo oggi. Ed era incastonata all'altezza del primo piano.
Demolito l'antico palazzo purtroppo danneggiato dai bombardamenti angloamericani, la statua si salvò e fu posizionata sotto il moderno portico, dove la vediamo oggi.
scior carera omm de preja in vittorio emanuele
Si nota in giallo la Statua quando era al primo piano dello scomparso palazzo
Per un lungo periodo, la statua (che rimase per anni a livello strada, nell'ottocento) fu utilizzata da qualche temerario milanese quale bacheca per versi satirici contro il potere dell'epoca, come avveniva a Roma per la statua del pasquino, la "statua parlante".

scior carera omm de preja in vittorio emanueleAndando un po' più indietro nei secoli, scopriamo che il nostro Scior Carera si trovava un tempo nella chiesa di san Giorgio "alla nocetta", poi "al pozzo bianco", detto anche "alamanno".
La chiesa, attestata fin dal XIV secolo, era in via san Pietro all'orto, ma sconsacrata e soppressa sul finire del Settecento, la relativa Parrocchia venne aggregata a quella di san Carlo al Corso. Dell'edificio non si hanno più notizie dalla fine del Settecento, quando venne sicuramente demolita.

Ma il mistero ancora resta. Che ci faceva una statua di un togato romano dentro ad una chiesa cristiana? E per di più con una testa non sua?
Per antica leggenda (poi smentita da storici più moderni) la chiesa era sorta per lascito generoso del vescovo milanese Adelmano (eletto nel 948- dimessosi nel 953). Che vi trovò anche sepoltura.
E in suo onore, all'interno, i suoi discendenti (la famiglia Manclozzi) posero una statua che lo ricordasse. Ma con senso molto pragmatico, pensarono bene di riciclare un'antica scultura romana, ormai inutilizzata. Le si staccò però la testa, per sostituirla con una scolpita per l'occasione, naturalmente somigliante, nelle fattezze, al generoso vescovo.
Una statua insomma con una lunga vita alle spalle, posizionata in più luoghi a seconda delle stagioni, utile ad una nobile famiglia e per più recenti pasquinate.....chissà se lo scultore romano si immaginava una vita così avventurosa per la propria opera artistica!

Mauro Colombo
gennaio 2020
maurocolombomilano@virgilio.it



mercoledì 22 gennaio 2020

Il serpente bronzeo in sant'Ambrogio


serpente bronzeo sant'ambrogio

serpente bronzeo sant'ambrogioTra i tanti tesori e gioielli artistici che la nostra basilica ambrosiana custodisce, un posto di rispetto lo riveste la scultura del cupo serpente bronzeo, posto sopra una colonna marmorea posizionata nella navata centrale, verso la navata sinistra.
serpente bronzeo sant'ambrogioDi antichissima fattura, di questo serpente misterioso ce ne parla già nel 1675 Pietro Paolo Bosca, prefetto della biblioteca ambrosiana, nell'opera "De serpente aeneo Ambrosianae basilicae Mediolani micrologus" per i tipi di Francesco Vigoni.
Secondo l'Autore, il serpente di bronzo fu portato a Milano dal vescovo Arnolfo II (eletto nel 998, morto nel 1018, di origine longobarda e discendente dei Capitani di Arsago Seprio), durante gli anni del suo ministero. Il serpente era stato prelevato a Costantinopoli  (già Bisanzio, oggi Istambul).
Arnolfo II è ricordato anche per aver fondato la chiesa di San Vittore (dove peraltro fu poi sepolto).

Ma cosa rappresentava quel serpente, e che significato assunse per la chiesa?

serpente bronzeo sant'ambrogioSi tratta certamente di un manufatto evocativo del biblico serpente di Mosè (Necustan o Nehustan).
Nella Bibbia, il libro dell'Esodo narra (capitolo 7) infatti:
8 Il Signore disse a Mosè e ad Aaronne: 9 «Quando il faraone vi parlerà e vi dirà: "Fate un prodigio!" tu dirai ad Aaronne: "Prendi il tuo bastone, gettalo davanti al faraone"; esso diventerà un serpente». 10 Mosè e Aaronne andarono dunque dal faraone e fecero come il Signore aveva ordinato. Aaronne gettò il suo bastone davanti al faraone e davanti ai suoi servitori e quello diventò un serpente. 11 Il faraone a sua volta chiamò i sapienti e gli incantatori; e i maghi d'Egitto fecero anch'essi la stessa cosa, con le loro arti occulte. 12 Ognuno di essi gettò il suo bastone e i bastoni divennero serpenti; ma il bastone d'Aaronne inghiottì i loro bastoni.

Del serpente bronzeo si narra anche nel quarto libro della Bibbia, quello dei Numeri (capitolo 21), dove si legge:
4 Poi gli Israeliti partirono dal monte Or, andarono verso il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; durante il viaggio il popolo si perse d'animo. 5 Il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, e disse: «Perché ci avete fatti salire fuori d'Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c'è né pane né acqua, e siamo nauseati di questo cibo tanto leggero». 6 Allora il Signore mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i quali mordevano la gente, e gran numero d'Israeliti morirono. 7 Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo. 8 Il Signore disse a Mosè: «Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un'asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita».

serpente bronzeo sant'ambrogioIl nostro serpente, che sicuramente era una delle tantissime realizzazioni bronzee che il mondo antico aveva creato per richiamare i racconti della Bibbia, una volta giunto a Milano e posto nella Basilica ambrosiana divenne oggetto di culto.
Il popolo milanese si convinse presto che aveva capacità taumaturgiche, soprattutto nei casi di vermi e dolori intestinali dei bambini.
"E perzò li fantini picolini in lo dì poso Pasqua de la Resurectione funo portadi lì, azochè li vedeno questo serpente e del morso de li vermini fusseno liberati, e questo approva la frequente devotione" (così il Bosca nell'opera citata).
Per secoli le madri conservarono così l'abitudine di portare i loro figlioli al cospetto del sacro serpente, per chiedere guarigioni o per prevenire malattie e disturbi.
Questa forma di idolatria finì con l'essere osteggiata dalla Chiesa, fino a che il cardinale Borromeo proibì esplicitamente ai credenti di continuare con le antiche tradizioni legate al serpente di sant'Ambrogio.




Mauro Colombo
gennaio 2020
maurocolombomilano@virgilio.it